Dr Ivan Ferrero
Dr Ivan Ferrero
CyberPsychologist at New Media Psychologist - Teenagers and New Media

Le storie: perché sono così importanti per le piattaforme social e per i nostri ragazzi

Le storie: perché sono così importanti per le piattaforme social e per i nostri ragazzi

Le storie: perché sono così importanti per le piattaforme social, e perchè calamitano così tanto l’attenzione dei nostri ragazzi?

Prosegue la mia analisi del mondo social dei nostri ragazzi.

Qui vi parlo delle storie, un elemento fortemente desiderato da tutte le piattaforme social, gioie dei nostri ragazzi e dolori di noi adulti.

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Una lunga storia?

In principio era Snapchat, la messaggeria istantanea nata con la promessa che la tua foto o video sarebbe potuta essere riprodotta solamente una volta, per poi sparire totalmente dai dispositivi dei due comunicanti.

Dopo qualche tempo introdusse le Stories, in cui un’immagine, oppure una clip di massimo 10 secondi, rimaneva visibile solamente per 24 ore dalla pubblicazione.

La magnifica promessa delle Stories

Le Stories promettevano:

  • la possibilità di pubblicare qualunque cosa in totale libertà e senza eccessive inibizioni, in quanto il contenuto sarebbe stato visibile solamente per 24 ore
  • Un tipo di comunicazione più veloce e snella, immediata e soprattutto più autentica, fatta eccezione per qualche sticker qua e là

Il successo presso gli adolescenti fu così immediato che Facebook tentò di acquistare Snapchat per aggiudicarsi quella fetta di popolazione che stava perdendo.

Snapchat rifiutò, e così Facebook copiò l’idea delle Stories su Instagram, per poi allargare l’offerta anche su Facebook, Messenger, WhatsApp.

Da lì a poco anche YouTube iniziò a sperimentare qualcosa di simile.

Perché alle persone piacciono così tanto le Stories?

Una comunicazione più veloce, snella, spensierata

I nostri ragazzi preferiscono un tipo di comunicazione veloce, senza troppi pensieri né fronzoli, e che permetta allo stesso tempo di sprigionare la loro creatività.

L’idea di potere comunicare senza preoccuparsi dello stile e della grammatica, e di dare maggiore significato al messaggio utilizzando strumenti estremamente creativi quali gli stickers, le GIF, e altro, alletta le generazioni più giovani e non solo.

Il desiderio di raccontare la propria vita

Qualcuno lo definisce narcisismo, qualcun altro vanità.

Di fatto l’Essere Umano è programmato per narrare e ascoltare storie.

In questo le Stories offrono un’opportunità senza precedenti, in quanto, grazie alla loro immediatezza, ci permettono di raccontare il nostro quotidiano e, perché no?, anche rendercelo un po’ più colorato.

Per molti è un modo per stare più vicini alle persone care, grazie anche all’esperienza immersiva offerta dai video verticali sullo schermo di un cellulare.

Perché le storie sono così importanti per le piattaforme social?

Hanno un enorme appeal sulle persone

Come già elencato sopra, le Stories piacciono alle persone, per cui le piattaforme fanno a gara per offrire anche questa forma di intrattenimento.

Ti impongono di rimanere sulla piattaforma

Le Stories, strutturate in micro-momenti, inducono lo spettatore in un flusso continuo di novità.

Inoltre impongono la totale immersione per potere essere consumate.

Di 15 secondi in 15 secondi, passiamo dalle storie di un account alle storie di un altro account, spesso senza soluzione di continuità, perdendo la percezione del tempo che stiamo spendendo sulla piattaforma.

Questo fa sì che in quei momenti non stiamo sulle piattaforme concorrenti.

Ti impongono di scegliere da che parte stare

Le storie, più di ogni altra cosa, ti impongono di condividere il momento, l’attimo fuggente.

Questo fa sì che noi tendiamo a pubblicare una storia su una sola piattaforma, perchè nel momento in cui la pubblichiamo su una seconda, l’attimo è già passato, quindi per noi la seconda condivisione non ha più lo stesso significato.

E’ una dinamica che ti impone di scegliere su quale piattaforma stare e, soprattutto, ti impone di escludere le piattaforme concorrenti, come testimonia l’esodo di ragazzi che passò da Snapchat a Instagram, quando anche quest’ultima implementò le storie.

Da quel momento Snapchat ebbe una battuta di arresto della crescita dalla quale, dopo anni, non è ancora riuscita a riprendersi.

La piattaforma che vince sulle storie vince la guerra per l’attenzione

Il principale obiettivo di una piattaforma come Facebook, Instagram o YouTube è quello di farci rimanere il più tempo possibile sulla piattaforma e farci interagire con i contenuti, in modo da profilarci e venderci la pubblicità.

In questa guerra per l’attenzione in cui pare che tutto sia lecito perché il fine giustifica i mezzi, le storie si rivelano un’arma potentissima nella guerra per l’attenzione dei nostri ragazzi…almeno fino alla prossima diavoleria…

Dr Ivan Ferrero Psicologo delle Nuove Tecnologie