Dr Ivan Ferrero
Dr Ivan Ferrero
CyberPsychologist at New Media Psychologist - Teenagers and New Media

I nostri ragazzi da consumatori passivi a consumatori attivi

I nostri ragazzi da consumatori passivi a consumatori attivi

I nostri ragazzi da consumatori passivi a consumatori attivi

Non è vero che i nostri ragazzi guardano meno film o leggono di meno: semplicemente si è evoluto il modo con il quale le nuove generazioni consumano questi tipi di contenuti.

Ed è questo il punto: se veramente vogliamo capire il mondo in cui vivono i nostri ragazzi dobbiamo imparare a distinguere tra il contenitore/medium e il contenuto.

Ve ne parlo in questo video, tratto da un mio speech per l’evento Social Corner di Milano.

Guardalo QUI:

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Il libro come contenitore privilegiato delle informazioni

Noi diretti discendenti del pre-Web e del pre-Digitale siamo abituati all’idea del libro cartaceo, un agglomerato di fogli con tante scritte e disegni, il tutto statico.

E ci siamo abituati a reperire le informazioni da questi dispositivi, veri e propri contenitori di Conoscenza. E’ stato così per secoli, sin dai tempi di Gutenberg, e potremmo andare ancora più indietro di diversi secoli se non millenni, se prendiamo in considerazione le pergamene e poi i tomi scritti o ricopiati a mano.

Avevamo bisogno di un’informazione? Si andava a cercare il libro che la contenesse e che quindi potesse trasmettercela. L’abitudine di secoli ci ha così abituati a questa operazione che era diventata una vera e propria forma mentis, per cui libro e informazione erano due elementi completamente fusi l’uno con l’altro.

Eppure, se ci ragioniamo, noi non cercavamo il libro per il libro in sè, ma per le informazioni in esso contenute. Quell’agglomerato di cellulosa è sempre stato solamente il canale, mentre le informazioni erano il contenuto.

Il Digitale e i nuovi contenitori delle informazioni

Poi è arrivato il Digitale e ha stravolto i nostri vecchi schemi mentali.

Nascono nuovi media, dai blog ai video ai podcast, e il libro cartaceo perde la sua centralità, diventando un medium come un altro, non più luogo privilegiato delle nostre informazioni.

Forse per la prima volta nella Storia contenitore e contenuto della Conoscenza di scindono.

Oggi per reperire informazioni non siamo più obbligati a riferirci ai libri cartacei: abbiamo numerose opzioni, processo già avviato dall’invenzione della radio prima e della televisione poi, dai video agli audio ai contenuti più atomici dei blog.

Eppure noi rimaniamo con il vecchio atteggiamento mentale: per reperire un’informazione è necessario fare riferimento a un libro.

E da qui nasce la nostra visione distorta nei confronti dei nostri ragazzi, generazioni nate e cresciute con il Digitale e quindi non più costrette ai nostri vecchi schemi mentali.

Li vediamo sempre chini su un tablet o, peggio, su un cellulare, quasi mai li vediamo intenti a leggere un libro.

Eppure…avete mai provato a vedere questi strumenti con i loro occhi? Vi siete mai fermati a chiedere loro che cosa stanno facendo?

Potremmo così scoprire che stanno guardando un video su un loro hobby, oppure su un argomento didattico che non hanno capito a scuola. Oppure (sorpresa!) potremmo scoprire che stanno cercando una definizione su Google o seguendo il blog del loro autore preferito.

Insomma: potremmo scoprire che i nostri ragazzi si informano e si formano esattamente con la stessa passione che avevamo noi, solo lo stanno facendo in un Mondo in cui il libro non è più conditio sine qua non.

I nuovi palinsesti

YouTube è il loro nuovo palinsesto televisivo e manuale di istruzioni, anche luogo di documentari. Instagram la loro guida di viaggi. WattPad la loro nuova biblioteca.

Stesso contenuto, solo veicolato in modo differente.

La grande differenza rispetto al vecchio canale del libro è che questi nuovi strumenti rendono i nostri ragazzi consumatori attivi delle informazioni.

Non sono più relegati alle decisioni di un gatekeeper, ma possono raccogliere l’immenso bacino del Web e creare le loro playlist, che diventano dei veri e propri palinsesti personalizzati. Non sono più obbligati a seguire un percorso deciso da altri, ma possono saltare dall’articolo di un blog all’articolo di un altro blog, e raccoglierli in un’unica cartella di segnalibri, quindi creandosi i loro libri personalizzati.

Non solo: possono anche prelevare un contenuto, rimaneggiarlo e mettere la nuova produzione a disposizione del Mondo. Quindi non sono più solamente assorbitori di informazioni, ma partecipano attivamente alla produzione di senso delle informazioni, in un processo che diventa interattivo.

Dr Ivan Ferrero Psicologo delle Nuove Tecnologie