Dr Ivan Ferrero
Dr Ivan Ferrero
CyberPsychologist at New Media Psychologist - Teenagers and New Media

Strane socializzazioni nelle chat dei giochi dei nostri ragazzi

Strane socializzazioni nelle chat dei giochi dei nostri ragazzi

Strane socializzazioni nelle chat dei giochi dei nostri ragazzi

Che cosa fanno i nostri ragazzi mentre sono su Clash Royale, Fortnite, e altri giochi? Socializzano.

In questo video spiego anche come, da gruppi di soli amici, i nostri ragazzi allargano man mano i loro orizzonti sociali, fino a lasciare entrare persone sconosciute.

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Lo sviluppo della complessità dei videogiochi

Ogni gioco per ragazzi che si rispetti deve prevedere una forma di chat, testuale o vocale, attraverso la quale possano coordinarsi nelle loro strategie.

Non solo: per i nostri ragazzi si tratta anche di un’opportunità in cui mettono in gioco se stessi e le proprie abilità sociali.

All’interno di questi spazi allenano le loro capacità di leadership, di entrare in relazione, di stringere alleanze o (perché no?) tradirle.

I moderni dispositivi elettronici hanno raggiunto una complessità tale da superare gli utilizzi per i quali erano stati ideati.

Il cellulare, inizialmente un baracchino progettato per permettere alle persone di telefonarsi on the road, ha lasciato il posto alla versione più evoluta dello smartphone, ossia un oggetto attraverso il quale confluisce tutta la nostra vita digitale, che è come dire che attraversa questo nodo passa tutta la nostra vita.

Questa complessità è trasferita anche nelle applicazioni installate sul dispositivo.

In particolare i videogiochi, un tempo dei semplici passatempi a base di vite, punti, e spesso progressi infiniti, sono ora dei veri e propri Mondi da esplorare.

L’inserimento dell’elemento connessione permette inoltre lo sviluppo di videogiochi che mettono in contatti diversi giocatori fra loro. In questi ambienti ci si può sfidare, si creano clan, inevitabilmente avvengono dinamiche di gerarchia.

Che cosa significano realmente i gruppi dei videogames per i nostri ragazzi

In questi ambienti i nostri ragazzi si sfidano, creano gruppi e sfidano altri gruppi. All’interno dello stesso gruppo esistono capi, co-capi, eventuali altri livelli di scale gerarchiche, con la possibilità per i membri di scalare il potere, oppure di rimanere nel fondo della scala.

Quindi, leggendo tutto questo più in profondità, i nostri ragazzi sperimentano ciò che ai nostri tempi sperimentavamo ai campetti oppure all’oratorio, ossia le abilità sociali.

All’interno di questi gruppi digitali sperimentano cosa vuole dire essere parte di un gruppo, essere leali alle sue regole oppure quali rischi si corrono se vengono trasgredite. Sperimentano cosa significa essere leader e avere tra le mani le sorti di un team, mettersi in competizione per scalare il potere, oppure accettare di non ricoprire un ruolo importante. Sperimentano anche la coesione di gruppo, soprattutto nel momento in cui elaborano tattiche e poi si scontrano contro altri gruppi. Assaggiano la responsabilità nell’invitare nuovi membri.

In altri casi si divertono a destabilizzare gruppi già formati, ma il concetto non cambia.

Dr Ivan Ferrero Psicologo delle Nuove Tecnologie