Dr Ivan Ferrero
Dr Ivan Ferrero
CyberPsychologist at New Media Psychologist - Teenagers and New Media

“Quale senso della vita per i nostri ragazzi?”

“Quale senso della vita per i nostri ragazzi?”

Adolescenti e digitale, un binomio spesso portatore di disagio, malessere e confusione.

Se pensiamo a questo connubio ci vengono subito in mente fenomeni come il Cyberbullismo, Revenge Porn, Dipendenza da Smartphone o da Internet.

Eppure oramai è sempre più provato che il digitale è per i nostri ragazzi prima di tutto luogo di vita, e in quanto tale non necessariamente positivo o negativo, e dipende da noi quale direzione prenderemo.

Da qui la domanda necessaria: come possiamo aiutare i nostri ragazzi a scegliere la direzione più giusta per la loro Vita?

Il concetto di tutto è sintetizzabile da una frase della D.ssa Lorena Quaranta:

Bisogna dimostrare responsabilità e amore per la Vita

Quindi dobbiamo per un attimo fare un passo indietro e ragionare secondo un punto di vista che vada al di là del digitale.

Per fare questo ne ho parlato con Maria Amantea, criminologa, ideatrice e fondatrice del Progetto Io Valgo, e insieme a lei abbiamo ragionato su come strutturare degli interventi educativi che aiutino i nostri ragazzi in tal senso. Ne sono derivate delle linee guida ben strutturate.

La Rete e lo scambio necessari

Nessun uomo è un’isola, e qualunque cosa accada a chiunque altro la campana suona sempre per te. Nei confronti dei nostri ragazzi non si fa eccezione.

Nella frammentazione degli ambiti di intervento e dei vari reparti preposti spesso perdiamo di vista la visione d’insieme e l’elemento principale: i nostri ragazzi si muovono all’interno di un Ambiente molto complesso in cui tutti i nodi sono in stretta relazione tra loro.

In questa enorme rete non importa quale nodo andremo a toccare: le vibrazioni si estenderanno lungo tutta la struttura e influenzeranno tutti gli altri nodi.

Nessuno escluso.

C’è quindi bisogno di una visione comunitaria delle parti, che qui assumono il tono della complementarietà, in un insieme che è molto più della semplice somma delle sue parti.

Riscoprire la comunità famigliare e il suo ruolo nell’educazione dei nostri ragazzi

In questa visione comunitaria la famiglia è principe in quanto primo luogo in cui il bambino sperimenta se stesso e le relazioni con gli altri e con il Mondo che lo circonda. E’ anche lo spazio, sia fisico che mentale e psichico, in cui il bambino sperimenta i propri moti interiori.

I genitori quindi non sono esclusi da questo quadro, anzi acquisiscono una rinnovata importanza.

Riconoscere nei nostri ragazzi le molte fragilità, ma anche la tantissima forza

Questo è un elemento molto importante, perchè spesso tendiamo a percepire i nostri ragazzi come dei bambini un po’ più cresciuti.

In questo modo ci perdiamo l’enorme ricchezza che ogni fascia di età porta con sé, e sprechiamo le nuove opportunità che questa porta.

La vera sfida qui sta nell’andare oltre le apparenze e vedere ogni età per quello che è: un’Opera che contiene in sé sia la compiutezza e sia il divenire. Mantenere sempre bene in mente questa ambivalenza che può apparire una contraddizione ci permette di puntare alle potenzialità sfruttando la forza del momento.

Costruire un ambiente che promuova la cittadinanza attiva dei ragazzi

Numerose ricerche dimostrano che più un ragazzo si sente partecipe (cittadino) dell’ambiente in cui vive, e più tenderà a prendersene cura.

Questo inizia dall’ambiente domestico, ma presto si estende all’ambiente al di fuori delle mura di casa e comprende la Società tutta.

La domanda qui è: questa Società è in grado di accogliere questo desiderio e bisogno di partecipazione, che si traduce in cittadinanza attiva?

Quanto spazio la nostra Società da alla voce delle nuove generazioni?

Spazio che non è solamente fisico ma, come abbiamo già detto, anche psichico e mentale. Non è solamente lo spazio in cui il giovane cammina, ma anche lo spazio in cui questo stesso giovane spera, si aspetta cose, gioisce, si dispera, ha paura e ha fiducia.

E’ uno spazio agevolatore di senso e di significato.

E nella vita degli adolescenti la Scuola costituisce il luogo della sperimentazione di vita per eccellenza, un luogo in cui i ragazzi possono incontrare sfide adatte alla loro età in un ambiente che è ancora protetto, dove se sbagli fai ancora in tempo a rimediare e tornare indietro.

Ma affinché questo avvenga è necessaria un’ulteriore condizione…

La Società che vede i nostri ragazzi

Affinché le nuove generazioni possano sentirsi cittadini attivi dell’ambiente in cui vivono, è necessario che quest’ultimo sia in grado di vederli.

Quindi non solo vedere i loro bisogni e le loro necessità, ma anche le loro aspirazioni, le loro speranze e le loro aspettative. Tutto questo non in un’ottica passiva, ma permettendo ai giovani di mettere in atto tutto ciò e di sperimentarlo, in modo che possano mettersi in gioco e quindi sperimentarsi nel loro (nuovo?) ruolo di cittadini del Mondo.

Quanto la nostra Società riesce a creare le condizioni affinché questo avvenga? Quanto è in grado di instillare loro la curiosità e la motivazione alla curiosità, anche aiutandoli a sentire quel vuoto motivazionale così spaventoso ma allo stesso tempo così potente e ricco di potenzialità? Quanto favorisce l’emergere di quella noia che è in realtà vuoto generativo e quindi ricco di Vita?

Il digitale ci offre un ottimo strumento per raggiungere questi obiettivi

Il tanto osteggiato digitale ci può venire incontro, sia perchè mezzo di comunicazione preferito dalla popolazione a cui ci stiamo riferendo, sia perché, grazie alla sua fluidità e alla trascendenza del tempo e dello spazio, permette di acquisire una visione più globale delle cose.

Esattamente come gli astronauti che osservano il globo terraqueo dallo spazio e ne tornano affascinati, ammaliati e protettivi nei confronti di questa meravigliosa biglia blu, così i nostri ragazzi che utilizzano il digitale possono arrivare a sentirsi parte di un Tutto più grande.

Se gli insegniamo ad usarlo bene…

Se i nostri ragazzi ci deludono analizziamo prima il nostro comportamento, poi quello dei nostri ragazzi

Una generazione non è lo specchio della generazione precedente: è un adattamento della Società che la generazione precedente gli sta lasciando.

I nostri ragazzi vivono la Società che noi gli abbiamo preparato e gli stiamo dando, e sono chiamati ad adattarvisi per favorire la loro sopravvivenza.

Quindi ogni loro comportamento, che sia esso socialmente approvabile oppure deviante, è da considerarsi come una risposta adattiva all’ambiente che gli adulti hanno plasmato per loro.

Quale ambiente stiamo lascando alle nuove generazioni? Quali risposte adattive genera in loro affinché essi possano sopravvivere?

Dobbiamo tornare ad umanizzare le nostre vite

Al centro dei comportamenti dei nostri ragazzi quindi non ci sono loro, ma ci siamo noi adulti, con tutte le nostre debolezze, i nostri tentativi e i nostri errori.

E questo comprende anche tutti i nostri tentativi di insegnare e instillare il sentimento della responsabilità nelle nuove generazioni.

Perchè noi non dobbiamo spiegare la responsabilità: dobbiamo dimostrarla, e dobbiamo creare le condizioni che permettano ai nostri ragazzi di lasciare emergere ed esprimere il sentimento di appartenenza che loro hanno già dentro i loro cuori.